Impianti fotovoltaici
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Oggi esistono due sistemi per utilizzare l’energia del sole:
- Il “solare termico” che prevede la trasformazione dell’energia solare direttamente in calore
- Il “ fotovoltaico” che prevede la trasformazione dell’energia solare direttamente in elettricità
Con il termine fotovoltaico si intende la conversione diretta della luce solare in energia elettrica mediante celle solari fotovoltaiche. Queste sono costituite da un semiconduttore (materiale in grado di condurre elettricità attraverso l’apporto di luce o calore) che di solito è silicio. In base alle tecnologie di produzione si distingue in silicio monocristallino, policristallino e amorfo. Dato che la resa varia da tipo a tipo, per raggiungere le stesse prestazioni sono necessarie celle di superficie più o meno grande. Installare un impianto fotovoltaico ( la cui vita è di circa 30/35 anni) non comporta lavori invasivi o lunghi.
Il vantaggio principale del silicio consiste nella sua alta disponibilità e nella possibilità di trattamento ecocompatibile. Le singole celle sono assemblate in unità più grandi dette moduli fotovoltaici, le quali vengono racchiuse tra due lastre di vetro fissate a una cornice di alluminio per proteggerle dagli agenti atmosferici. La conversione dei raggi solari in energia elettrica genera corrente continua. Poiché i nostri elettrodomestici funzionano con corrente alternata, l’energia elettrica ricavata dal sole deve prima di tutto essere trasformata mediante un cosiddetto “inverter”. L’energia elettrica prodotta in eccesso con il fotovoltaico può essere immessa nella rete elettrica o immagazzinata in batterie. Quest’ultima soluzione si adotta prevalentemente per gli immobili isolati, cioè senza possibilità di allacciamento alla rete elettrica. I moduli fotovoltaici sono installabili su tetti, facciate o anche al posto dei parapetti dei balconi. In linea generale possono essere collocati ovunque vi sia disponibilità di luce naturale. Dove l’irraggiamento solare non è ottimale si possono utilizzare i moduli cosiddetti “amorfi” che, oltre che funzionare anche in presenza di irraggiamento non diretto, risentono in misura minore degli effetti negativi sulla produzione energetica in caso di elevate temperature. Per questo tipo di moduli, che mantengono un efficienza energetica per lunghi periodi e sono più convenienti degli altri moduli, è necessario uno spazio maggiore ma è giusto considerare che hanno un tempo di ritorno energetico (ovvero il tempo necessario a finche un sistema di produzione di energia produca tanta energia quanta né è servita per costruirlo) inferiore rispetto a quelli mono e policristallini: è solo di 1,6 anni.
Le prestazioni di un impianto fotovoltaico dipendono anzitutto dalla sua posizione geografica (latitudine e longitudine) e dalla durata dell’irraggiamento nel corso dell’anno. Nell’ Europa centrale, l’irraggiamento di una superficie orizzontale si aggira annualmente sui 1.100 KWH per mq. In concreto un impianto di un metro quadrato permette di generare in un anno circa 110KWH di energia elettrica. Altri fattori determinanti sono l’orientamento dei moduli fotovoltaici (ottimale verso sud), la loro inclinazione (ottimale 35°), nonché la resa dei materiali, l’intensità della radiazione solare e la superficie complessiva di celle installate. Per aumentare la produttività si possono installare degli inseguitori solari che orientano i pannelli seguendo il movimento del sole.
CALCOLO ECONOMICO PER UN IMPIANTO TIPO E CONSIDERAZIONI FINALI
Installando un impianto tipo (per una famiglia media sono sufficienti 3 kw) investiamo un capitale iniziale di circa 6.000 € a KWP per un investimento totale di circa 18.000 €, considerando che con un impianto di questo tipo tramite gli incentivi alla produzione di energia elettrica dal fotovoltaico e l’energia elettrica risparmiata in bolletta si arriva ad un guadagno annuo di circa 2.500 €, ne deriva che in circa 8 anni dall’installazione avremmo recuperato il capitale investito per poi ricevere per altri 12 anni una rendita sicura e avere rimborsata la bolletta della luce comunque per 30 anni circa.
Se a queste considerazioni di carattere economico, aggiungiamo la consapevolezza che possiamo fare qualcosa di buono per noi e per i nostri figli, qualcosa che ci consentirà di evitare l’emissione di una notevole quantità di Co2 e di sentirci dipendenti da una risorsa, il petrolio, che ormai sta per finire…beh davvero dobbiamo valutare con molta attenzione la possibilità di diventare, finalmente, produttori di energia elettrica!
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